Torna “Pensieri Liberi” del Lunedì in casa Skills e oggi il nostro coach parla dell’Oro Azzurro under18 femminile!

“L’Italia è Campione d’Europa. Per il secondo anno consecutivo. Il gruppo 2002, dopo aver centrato la scorsa estate l’oro Europeo in Under16, ieri si è ripetuto con l’aiuto delle 2001 in Under18, realizzando un back to back che ha dell’incredibile. Non tanto per una questione tecnica, o fisica. Le ragazze di Lucchesi lo scorso anno e quelle di Riccardi in questo meraviglioso Luglio, avevano tutto quello che serviva per competere con le pari età del vecchio continente. Quello che davvero sorprende, è l’intensità, la cattiveria, la faccia tosta di un gruppo che è andato ben oltre i suoi limiti. Ogni volta che ha messo piede in campo. In ogni allenamento, in ogni partita, dal primo giorno di raduno all’attimo in cui ha sollevato per la seconda volta al cielo il trofeo di Regina del Vecchio Continente. E allora ci sono da fare due considerazioni, a mio parere.

La prima, è che il livello dei nostri Allenatori, è assolutamente al top, non solo in Europa. Basti vedere il successo di Messina e Scariolo, anche nell’élite del Basket NBA e la richiesta di tecnici italiani in tutta Europa. Giovanni Lucchesi e Roberto Riccardi, i due artefici di questi splendidi ori, sono tra i più qualificati ed apprezzati professionisti della nostra Pallacanestro. Due Allenatori che hanno deciso di sacrificare ambizioni di Serie A per dedicarsi al settore giovanile, un mondo che ha da sempre, dannatamente bisogno di bravi tecnici ma prima ancora di brave persone, che sappiano inculcare nelle nuove generazioni i valori che sono alla base di qualsiasi successo. Non sta a me giudicare il loro operato tecnico, possono farlo molto meglio i loro risultati, ma ancora di più, possono farlo gli occhi delle loro ragazze in campo, durante i timeout, dopo una vittoria e dopo una sconfitta. Gli occhi di chi sa che ogni centimetro va guadagnato, ogni sorriso va meritato. Da Allenatore, credo che questo sia il successo più grande, quello che davvero resterà nella memoria di tutti e due.

L’altra considerazione, riguarda un argomento più volte trattato anche in questa rubrica. Parliamo del cambiamento generazionale, della diversa disponibilità dei nostri ragazzi a lavorare e a soffrire per raggiungere un risultato. Parliamo del diverso rapporto tra educatori e famiglie, ma anche del diverso rapporto tra scuola e attività sportive. Due ori Europei non bastano a ribaltare il discorso. Ma se è vero che è sotto gli occhi di tutti che qualcosa è cambiato in questi ultimi vent’anni, è altrettanto vero, e questi risultati ne sono la prova più esplicita, che è ancora possibile lavorare in un certo modo e trovare persone disposte a farlo, ad investire su se stessi, mettendo da parte l’io per diventare una Squadra, sempre con la S maiuscola. Che questi risultati siano uno stimolo per tutti noi addetti ai lavori, per ritrovare entusiasmo, per non arrendersi ai luoghi comuni, per continuare a fare il nostro lavoro con i ragazzi e per i ragazzi. E che siano uno stimolo ancora più importante, per i genitori delle nuove generazioni e per le istituzioni scolastiche per ritrovare un rapporto di collaborazione sempre più stretto, perché alla base di tutto ci dovrebbe essere un intento comune. Che non è vincere medaglie, ma formare persone migliori, che possano rendere migliore questo nostro mondo, utilizzando come strumento lo splendido pretesto del gioco più bello del mondo.”

MR

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